Stato depressivo

Capita a tutti , prima o poi di dire “oggi sono depresso”; bisogna capire però quando la depressione da stato d’animo negativo diventa una malattia.Questo avviene quando la sensazione di malessere perdura nel tempo e incide profondamente sul “funzionamento sociale”. Non è più quindi un malessere passeggero, che si risolve nel giro di pochi giorni, ma diventa una sofferenza che peggiora sempre più, facendo percepire alla persona la sua assoluta incapacità di trovare quelle risorse e energie autonome per poter tornare alla vita normale. Nella depressione, gli interessi sono bloccati, la vita si ferma

La depressione è una malattia del cervello e puo’ essere inattesa ed imprevista. Arriva un giorno all’improvviso, di colpo, oppure si puo’ insinuare piano piano, subdolamente, senza un motivo comprensibile. La persona depressa è spesso sola con se stessa anche quando è circondata dalla famiglia e dagli amici. Non si tratta qui della solitudine inerente ad ogni persona, che è il risultato della nostra singolarità (individualità), ma di un isolamento, di un allontanamento e di un abbandono della vita. La persona malata non sa più stimarsi e trovare valore ai propri occhi. Non sa più come collegare la propria storia personale alla storia della società.

Questo disturbo dell’umore va ben diagnosticato, per evitare errori e curarlo appropriatamente. È fondamentale distinguere tra depressione clinica e crisi esistenziali causate da eventi precisi come lutti, separazioni o delusioni. In questi casi è normale provare malinconia e altri sintomi come abbassamento del tono dell’umore, disturbi del sonno, variazioni di peso, difficoltà a svolgere semplici attività.

Sintomi di depressione secondo la medicina ufficiale:
(5 o più dei seguenti sintomi devono essere presenti durante lo stesso periodo di due settimane e rappresentare un cambiamento rispetto alla funzionalità precedente; almeno uno dei sintomi deve essere l’umore depresso o la perdita di interesse o di piacere)


• Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come indicato sia da un’osservazione soggettiva (sentirsi tristi o vuoti), sia osservato da altri (apparire piangente) N.B.: In bambini o adolescenti può essere osservata irritabilità

• Marcata perdita di interesse o di piacere in tutte o quasi tutte le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno (come indicato sia da un’osservazione soggettiva, sia osservato da altri)

• Significativa perdita di peso (quando non a dieta) o aumento di peso (per esempio un cambiamento di più del 5% di peso corporeo in un mese), o diminuzione o aumento dell’appetito quasi ogni giorno
N.B.: In bambini considerare anche il mancato aumento ponderale atteso

 Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno

• Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno (osservabile da altri, non sensazioni meramente soggettive di incapacità di rimanere fermo o di essere rallentati)

• Perdita di energia o stanchezza quasi ogni giorno

• Sentimenti di mancanza di valore o di colpa eccessiva o inappropriata (che può essere delusionale) quasi ogni giorno

• Diminuita capacità di riflettere e concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno (sia sensazioni soggettive, sia osservabili da altri)
• Pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrenti ideazioni di suicidio senza un piano specifico o tentativi di suicidio o piani specifici di suicidio

Si può parlare di disturbo depressivo quando i sintomi precedentemente descritti insorgono senza una causa precisa e perdurano per almeno tre settimane. Questa malattia in genere non compare , se non c’è predisposizione, cioè se manca un certo assetto genetico.

Eppure spesso la depressione non viene riconosciuta immediatamente, in parte perché il primo contatto del malato è con il medico di famiglia, che non sempre ha una preparazione adeguata, e in parte perché spesso si teme di curare chi in realtà non è malato.

Spesso c’è uno stretto legame tra depressione e somatizzazione perché spesso la depressione “parla” attraverso il linguaggio del corpo.
Vivere accanto ad una persona depressa o eccitata per settimane o mesi è molto difficile ed è molto difficile perchè ogni consiglio, ogni intervento, ogni sollecitazione, sembrano cadere nel nulla. Per questi motivi ci si sente scoraggiati e frustrati ed è facile anche incorrere nell’errore di prendersela con la persona depressa, darle la colpa per la mancanza di miglioramenti: perchè “non vuole collaborare”, ” non vuole fare”, … E’ vero, ma non vuole perchè non puo’: La depressione è una malattia che annulla la volontà.

E’ questo che il concetto di base che i familiari e amici devono tener presente, se non per capire (capire puo’ solo chi l’ha provata), afferma ogni depresso, almeno per affrontare questa “incomprensibile” malattia di un loro caro. Che fare allora? La cosa importante da fare è aiutarla a trovare la corretta diagnosi e la corretta terapia. Questo vuol dire, anzitutto convincere chi è depresso ad andare dal medico, da uno psichiatra,da uno psicoterapeuta, impresa non sempre facile, perchè, altro carattere anomalo della depressione, è che l’interessato non ritiene di essere malato, anzi in molti casi vi si oppone tenacemente. Spesso rifiuta l’idea che il suo soffrire possa essere legato a fattori “fisici” e per questo rifiuta ogni farmaco o altra terapia biologica.
In attesa degli effetti benefici dei farmaci (occorrono da 2 a 4 settimane in genere) è opportuno sostenere e incoraggiare la persona depressa.

Quando poi la persona è uscita dal periodo nero della depressione o dall’eccitazione maniacale, il ruolo della famiglia continua. Il disturbo infatti è ciclico, sono possibili le ricadute e spesso non è facile cogliere l’inizio di una nuova crisi. Non ci sono depressioni incurabili, la depressione è una malattia che come molte altre, con i trattamenti migliora rapidamente, fino a scomparire. Quando non se ne esce, si tratta o di depressioni non curate o di depressioni mal curate.

 

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